
Leonardo Donofrio(foto):«La Valsassina è il luogo ideale per cominciare a pensare per chi votare»
(Adnkronos 9 gennaio 2010) Chi voto e chi non voto, alle prossime regionali?Dichiarazione di voto:«L’attore Claudio Amendola, ieri, ha fatto un mezzo outing. Dicendo: «Avrei votato la Polverini qui nel Lazio. Ma adesso che c’è in campo Emma Bonino mi trovo in difficoltà». Gli incerti, come l’attore romano e super-romanista, sono tanti. Per aiutarli, facciamo passare sotto un ideale body scanner le varie coppie di candidati già ufficialmente in gara per le regionali. E vediamo che cosa visualizza quel magnifico strumento»*

Polverini-Bonino. Se Emma non è ancora in campo per l’intero centro-sinistra, però lo è per i Radicali. Coppia affiatata, sfida sui contenuti e all’insegna del fair play. Chi s’era assuefatto alla velinizzazione (non solo di tipo berlusconiano, ma anche a sinistra) della politica avrà probabilmente l’occasione per ricredersi. Pregi della Polverini: freschezza e trasversalità. Pregi della Bonino: competenza e spariglio. Difetti di Renata: appare troppo spesso in compagnia dei big laziali del Pdl. Difetti di Emma: i soliti cattolici che la considerano Satana. 
Formigoni-Penati. Visti al body scanner, i due sfidanti sul Pirellone – il cattolico-berlusconiano e il democrat vice di Bersani – si somigliano assai. Entrambi moderatissimi e lumbard nel senso di poche chiacchiere politichesi. Pregi di Formigoni: la Lombardia, che ha già governato due volte, è per molti aspetti una regione «d’eccellenza» (parola chiave della campagna del candidato Pdl). Pregi di Penati: non ha grilli per la testa, come ha dimostrato da presidente della provincia di Milano. Difetti dell’uno: gli attuali scandali lombardi. Difetti dell’altro: la sinistra, in Lombardia, gioca sempre fuori casa. Zaia-De Poli. In Veneto, per ora la sfida è Lega-Udc. Pregi di Zaia: è più di governo che di lotta. Pregi di De Poli: il coraggio del terzaforzismo centrista in terra leghista. Difetti dell’uno: battute del tipo «Appena vinco dirò a tutti: ”Scrollate i culi dalle sedie!”». Difetti dell’altro: non essere sostenuto da una coalizione, a meno che il Pd non decide di appoggiarlo.

Errani-Mazzuca. Giancarlone, cioè quest’ultimo, giornalista montanelliano e ora deputato Pdl, è simpaticissimo. Errani, presidente uscente dell’Emilia, è un topo nel formaggio in questa regione rossa. Pregi del pidiellino: ha l’aria rassicurante di un cumenda. Pregi del democrat: non crea divisioni nel suo partito. Difetti dell’uno: sembra il batterista di un complesso beat anni ’60. Difetti dell’altro: l’Emilia è rossa.
Cota-Bresso. Sono i piemontesi. Pregi di Cota: da capogruppo alla Camera, s’è dimostrato un leghista non sfascista. Pregi di Bresso (Pd): coalizione larga, dalla sinistra radicale all’Udc. Difetti dell’uno: candidatura imposta da Bossi e paracadutata. Difetti dell’altra: super-laica e filo-Tav, la voteranno i cattoliconi centristi e i lentocratici che s’oppongono all’Alta Velocità? Biasotti-Burlando. Nella Liguria in bilico, la sfida fra i due seri (ecco il pregio di entrambi). Difetti di Biasotti (Pdl): altalenante (una volta ha vinto e una volta ha perso come candidato presidente). Difetti di Burlando (ex ministro democrat dei Trasporti ingiustamente considerato dai perfidi un menagramo): quella battuta attribuita a D’Alema, che gli è restata addosso da quando Baffino, dopo aver visto il film «Titanic», commentò: «Ma a quei tempi era già Burlando il ministro dei Trasporti?».
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