RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Sabato 23 luglio 2011, ore 21
Palazzo Manzoni, via Alessandro Manzoni 12 – Barzio (LC)
a cura di Federico Oriani
Negli stessi mesi uno studioso di letteratura, Gian Luca Baio, ed uno di storia locale, Federico Oriani, si trovano a rispolverare un libro scritto nel 1881 che da quasi un secolo non viene più pubblicato in Italia, ma che era stato tradotto in tedesco, francese, spagnolo, ceco, neerlandese e inglese e che era stato stampato più volte in Messico e negli Stati Uniti.
Un racconto godibilissimo, ma anche una pagina con chiari rimandi autobiografici: Salvatore Farina, uno dei novellieri di maggior successo degli ultimi decenni dell’Ottocento italiano ed europeo, ambientò l’intera vicenda a Pasturo e sul versante della Grigna Settentrionale che si affaccia sulla Valsassina, dove si era recato con l’intento di conquistare la vetta della Grigna poche settimane prima della stesura della narrazione.
La spedizione fu sfortunata al punto che non partì neanche e si fermò al campo base nell’alberghetto di Pasturo dove Farina era giunto dal suo soggiorno estivo di Maggianico, ritiro di tanti scapigliati milanesi in fuga dalla calura estiva della città e alla ricerca della compagnia del librettista lecchese Antonio Ghislanzoni. Il temporale, come ricorda nella sua autobiografia, impedì l’ascesa e lo costrinse al ritorno nel sobborgo lecchese.
La Grigna, che non salì mai, divenne però il luogo dove il protagonista del racconto, Orazio Brighi, un artista scapigliato costretto nella ristretta cerchia del paese e della famiglia attiva nella produzione degli stracchini, raggiunse la maturità abbandonando le sue stravaganze giovanili per divenire un rispettabile uomo del suo tempo. La maturazione del giovane si intreccia con le vicende sentimentali del fratello Toniotto e della cugina Concettina, virtuosa ragazza in età da marito.
In una delle sue ultime opere, Farina ricorda come nell’agosto del 1911, ormai anziano, ritornò in Valsassina come villeggiante a Barzio, al cospetto della Grigna. Non riprovò la salita e si accontentò di più modeste gite nei dintorni come alla cascata della Troggia, dove constatò i gravi danni dell’alluvione che colpì la valle in quel mese.
La riscoperta del racconto e dei legami tra Farina e Pasturo non poteva passare inosservata al periodico pasturese “IL GRINZONE” che ne ha voluto promuovere la ristampa corredata dalle pagine autobiografiche di Farina relative alle sue esperienze valsassinesi e a tre saggi del prof. Dino Manca dell’Università di Sassari, uno dei più profondi conoscitori dell’opera fariniana, sulla vita, le opere e la poetica dell’autore, di Federico Oriani sui legami tra Farina e la Valsassina e la fortuna dell’opera e Gian Luca Baio sull’utilizzo del racconto come “reader” nei corsi di lingua italiana tenuti nelle università americane.
Apprezzabile è la cura grafica che è stata riservata al volume. I capilettera della prima edizione e le incisioni originali apparse in diverse edizioni ottocentesche ed apprezzate da Farina, oltre che pregiati accorgimenti, contribuiscono a chiarire il contesto culturale in cui i racconto vide la luce, così come il dipinto in copertina che sottolinea la visione idealizzata della Grigna che si riscontra sfogliando la narrazione. A questa visione viene contrapposta la Grigna reale, moderna, attuale delle splendide fotografie di Ivano Pigazzi.
a cura di Federico Oriani
con saggi di Dino Manca, Federico Oriani e Gian Luca Baio
Associazione culturale “IL GRINZONE”, Pasturo, 2010, 88 pp.
Nessun commento:
Posta un commento