giovedì 28 maggio 2015

TASI IMU: aliquote e delibere 2015 per l’acconto

Termini scaduti per le delibere 2015 TASI e IMU valide per l'acconto del 16 giugno: ecco alcuni comuni in cui le imposte aumentano e scendono, le aliquote di riferimento e le modalità di calcolo.


Nuove delibere 2015 TASI e IMU in quasi 2mila comuni e circa 30 capoluoghi di provincia, tra cui 10 hanno cambiato anche le aliquote: è la situazione definitiva in vista dell’acconto del 16 giugno. I termini per deliberare nuove aliquote 2015 in tempo per l’acconto sono scaduti il 23 maggio, pertanto nei comuni che eventualmente dovessero decidere cambiamenti in data successiva per il versamento dell’acconto si dovrà comunque fare riferimento alle aliquote 2014.

Sconti e rincari
Per la TASI, in alcuni casi le delibere 2015 prevedono riduzioni di aliquota rispetto a quelle 2014: a Barletta scende dal 3,3 al 2,7 per mille mentre a Mantova dal 2,4 al 2,2 per mille. Fra i capoluoghi che invece hanno previstoaumenti segnaliamo Mantova (dal 3,1 al 3,3 per mille) e Sondrio (dal 2,1 al 2,5 per mille). Quanto all’IMU, l’imposta sale a Livorno (10,6 per mille), Urbino (10,5 per mille) e Pordenone (8,85 per mille) mentre scende a Enna e Padova.  Fra i grandi capoluoghi di Regione (esempi: Milano e Roma) le aliquote TASI-IMU sono rimaste quelle 2014.
Per verificare le ci sono novità 2015 nel proprio comune basta consultare il portale ad hoc del Dipartimento delle Finanze, con tutte le delibere aggiornate (clicca qui).
Quali aliquote valgono?
In sintesi, per pagare il contribuente l’acconto deve prima di tutto controllare verificare se nel proprio comune c’è una nuova delibera 2015 ma si può anche pagare l’acconto con aliquote e regole 2014 per poi effettuare a dicembre il saldo con le nuove indicazioni 2015. I Comuni, anche nel caso in cui abbiano già deliberato, hanno  tempo fino a fine ottobre per approtare eventuali modifiche alle aliquote TASI e IMU.
L’acconto di giugno prevede il pagamento del 50% della TASI e IMU 2015 dovute, il resto di paga entro il 16 dicembre. Ricordiamo che i bollettini precompilati nella stragrande maggioranza dei casi non arriveranno (non c’è obbligo per i COMUNI), e che quindi spesso proprietari di immobili e inquilini dovranno, come successo nel 2014, calcolarsi da soli l’imposta ed effettuare il versamento con modello F24 oppure bollettino postale

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