Dopo la decisione dell'Oms
di passare alla pandemia e l'aumento importante di contagi da Coronavirus in
Italia, il premier sceglie di aumentare ancora le limitazioni
Dopo la decisione
dell’Oms di passare dalla definizione di epidemia a quella di pandemia, e
l’aumento importante di contagi di Coronavirus in Italia, il premier Giuseppe
Conte ha deciso di inasprire le restrizioni per tutta l’Italia. Dal 12 marzo 2020, e fino al 3 aprile, per effetto del
nuovo Dpcm dell’11 marzo, l’Italia si chiude un po’ di più.
Il nuovo decreto
sostituisce, per quanto riguarda negozi e bar, il precedente Dpcm, rimasto in vigore solo
due giorni.
Le nuove disposizioni
in vigore dal 12 marzo
A differenza del decreto precedente, che limitava la
chiusura di bar e ristoranti tra le 18.00 e le 6.00, ora chiudono negozi, bar, pub, ristoranti in tutta Italia, lasciando
però la possibilità di fare consegne a domicilio. Chiudono parrucchieri e centri estetici, chiudono i
servizi di mensa, che non garantiscono la distanza di sicurezza di un metro.
Per quanto riguarda
riguarda le attività produttive e professionali, va attuata il più possibile la
modalità del lavoro agile, vanno incentivate le ferie e i congedi
retribuiti. Restano chiusi i reparti aziendali che non
sono indispensabili, e cioè le industrie potranno continuare a
svolgere le proprie attività produttive a condizione che adottino protocolli di
sicurezza che evitino il contagio con turni, ferie anticipate e chiusura di
reparti non indispensabili.
Resta garantito lo
svolgimento dei servizi pubblici essenziali, tra cui trasporti e servizi di
pubblica utilità, come quelli bancari, postali, finanziari, assicurativi, nonché delle
attività accessorie rispetto al corretto funzionamento dei settori rimasti in
attività. Saranno garantite le attività del settore agricolo, zootecnico, di
trasformazione agroalimentare, comprese le filiere.
Il “passo in più” per
uscire dall’emergenza
Conte spiega anche che
l’effetto di questo “sforzo” si vedrà tra un paio di settimane. “È il momento di compiere un passo in più, quello più
importante” esordisce Conte all’inizio del suo discorso. “Disponiamo la
chiusura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio, ad eccezione
di quelli di vendita di generi alimentari e delle farmacie. Non è necessario
fare nessuna corsa per acquistare cibo” rassicura il premier.
“Le vostre rinunce
piccole e grandi stanno dando un grande contributo al Paese – dice rivolgendosi
agli italiani –. Tutto il mondo ci guarda per i numeri del contagio, vedono un
Paese in difficoltà. Ma ci apprezzano perché stiamo dando prova di rigore e di
resistenza. Domani ci prenderanno come esempio positivo di un paese che grazie
al proprio senso di comunità è riuscito a vincere questa battaglia contro la
pandemia”, prosegue.
“Siamo quelli che
stanno reagendo con maggior forza e con la massima precauzione, diventando un
modello per tutti gli altri. Questa sfida riguarda la salute dei cittadini ma
anche la tenuta della nostra economia, del nostro tessuto produttivo fatto di
piccole e medie imprese. Finora abbiamo tenuto conto di tutti gli interessi in
gioco. Ora – afferma – è il momento di compiere un passo in più, quello più
importante”.
La nomina del super
commissario Arcuri
Il premier annuncia la
nomina di Domenico Arcuri a commissario per le terapie
intensive con “ampi poteri”: “A breve nominerò un commissario
delegale, per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere all’emergenza
sanitaria”. Sarà un commissario che avrà ampio potere di deroga e lavorerà
soprattutto per la produzione e la distribuzione di attrezzature per terapia
intensiva e sub intensiva, coordinandosi con Borrelli”.
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